Com’era l’Arena del 2015 (Carmignano di Brenta)


Dal 2016 ci siamo spostati a Tezze sul Brenta, ma ecco com’era l’ Arena 1.0, teatro di sfide del 1° Ciclocross del Brenta il 27 Dicembre 2015.

Si tratta di un grande terreno circondato da alti argini che vanno a formare una vera e propria arena naturale.

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Situata a nord del Laghetto di Camazzole, l’ Arena sarà una favolosa cornice di questa gara. Grazie alla sua forma caratteristica, il percorso sarà totalmente visibile da vari punti.

Grazie agli alti e lunghi argini della zona, il percorso avrà molti strappetti e discese brevi ma tecniche. Non mancheranno contropendenze e tratti da fare a piedi.


IL PERCORSO


Andiamo a scoprire ora il percorso che metterà alla prova gli atleti in gara.

Si tratta di un percorso molto vario che alternerà duri strappi a lunghi rettilinei, dove la potenza potrà fare la differenza. Ma bisognerà porre attenzione anche alle discese che, seppur brevi, potrebbero mettere in difficoltà qualche atleta.

Il percorso sarà totalmente su prato, per una lunghezza di 2,5 km a giro.

Scopriamo quindi insieme i tratti fondamentali del tracciato

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La partenza sarà posta un po’ prima dell’ arrivo. Appena partiti si affronterà un lungo rettilineo che porterà a scremare il gruppone poco prima di scendere nel cuore dell’ Arena con un curvone verso destra, la cosiddetta “maledetta”.

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Con lo slancio dovuto alla prima discesa si salirà brevemente sull’ argine che costeggia il rettilineo appena affrontato, per poi affrontare una doppia S che ci avvicinerà al Crocodile.

Il Crocodile è di fatto il primo vero strappo. Con la sua pendenza e la successiva discesa, il crocodile non deve essere preso sotto gamba: nonostante sia breve si può far sentire, soprattutto verso la fine della gara.

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La discesa del Crocodile ci lancia nel lungo rettilineo nel quale è posizionato il primo Box.

Si arriva quindi nella prima parete, che nasconde diverse insidie. Si supera subito un saliscendi. Poi si sale in maniera dolce per poi andare a guidare con attenzione in una S in discesa dove un piccolo errore potrebbe, nonostante la brevità della discesa, costare caro. Dopo la S si ha uno strappetto e una discesa semplice.

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Costeggiando il boschetto si arriverà alla seconda parete dove sono posizionate delle contropendenze. Un meteo avverso potrebbe rendere questa parte di gara l’ insidia più grande.

Dopo la seconda parete si transita su due lunghi rettilinei, sul secondo dei quali è posto il secondo Box.

Prima dei box però troviamo un’altra insidia: i tronchi.

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Dopo qualche curva si affronta il penultimo strappo, dopo il quale si scende a gradoni per poi risalire per la “rampa”: una salita con ostacoli che presumibilmente andrà fatta a piedi.

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Con una S si entra nella zona arrivo. Se le difficoltà del tracciato non fossero bastate a fare la differenza si andrà allo sprint nel rettilineo finale lungo circa 100 m.

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